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Il "Biologico" : nuovo snobismo?
15/04/2007

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La frode alimentare non ha il peso duvuto nell'immaginario nostrano, quando invece sono le aree deboli a patirne le non sempre lievi conseguenze.

Non tanto tempo fa, la verdura, la frutta, al mercato si divideva in "paesana" e "di mercato", indicando così, chiaramente, la provenienza e cioè mercato generale, guidato e corretto da regole e leggi, o dal campo di qualche contadino del circondario. Le differenze erano evidenti, si pagava la convinzione che la piccola produzione del contadino fosse scevra da contaminazioni chimiche, fatto tutto da dimostrare, con l'aspetto meno "plastico" della mela in questione. Onde per cui le Mamme preferivano la frutta per così dire industriale, alla frutta locale, perchè questa all'aspetto meno appetibile.

Non tutti, ovviamente, ragionavano alla stessa maniera : spesso si operava la scelta inversa, motivata da motivi speculari, a dire, la mela cià la botta, meglio, sarà cresciuta senza antiparassitari.

Ora, invece , mi sembra che la questione si sia spostata: osservo frutta e prodotti diciamo, correnti, dall'aspetto patituccio, ma franchi dall'utilizzo di facilitatori chimici, almeno così c'è scritto, a prezzi da gioielleria, e le mele della Val di Non, perfette, miracolosamente (?) perfette, relegate alla grandissima distribuzione.

A fare la spesa nelle boutiques del mangiare nel centro di qualsiasi città, il diritto di disporre di alimenti sani, è diventato un privilegio di chi può permettersi alto costo e bassa resa, mentre nei discount nessuno più protesta l'inquietante essere uguale e pallido della frutta industriale, della verdura cresciuta in una settimana, ma tant'è, con tre figli e un solo reddito, è difficile fare meglio.

Tanto adesso si può scegliere, ed è tutto un fiorire di "Giardini delle Nespole Vergini", di etichette in carta nobilmente grossolana, ma se non fosse per le benedette Centrali del Latte, le Mamme ne avrebbero, di problemi in più.

Non ho niente contro le abitudini alimentari un filino snob, credo di esserlo anch'io, ma sono preoccupato perchè di burro industriale non si muore, ma di diossina sì.

Il metanolo non è storia lontanissima, e neanche la colza, ma adesso che c'è il "Biologico", perchè paradossalmente devo pagare di più quanto è in Paniere, solo perchè apertamente dichiarato maggiormente sano rispetto a produzioni dichiarate sane su scala industriale ?!

Insomma, se l'agricoltura biologica è più sana, perchè non bandire certi prodotti? La risposta è ovvia, non si può, c'è un bisogno di cibo colossale, fresco, tutti i giorni, e bisogna fare i conti, anche.

Uguale: "Paesano"? Da ricco. Di Città? Da povero. C'è qualcosa che non va.

 

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(*)  Legge del 22 aprile 1941 n° 633. Cfr anche Il diritto d'autore in internet.

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